L'organo, proveniente da altro luogo, è stato dapprima collocato nella chiesa di S. Ambrogio di Laveno (Chiesa Nuova) negli anni '50 del secolo scorso, successivamente rimontato nell'attuale sede attorno un ventennio dopo.

Al presente, non è stata trovata nessuna fonte documentaria che possa fornire indicazioni utili al fine di ricostruire la storia di questo strumento. Le note seguenti sono state redatte in base ad una sommaria analisi dell'organo: dal materiale fonico, alle caratteristiche costruttive e da scritte o cartigli rinvenuti all'interno di esso.

 

L'organo, così come si presenta, risulta assemblato con l'utilizzo di materiale fonico eterogeneo e di diverse epoche, con abbondante presenza di canneggio di scuola varesina. L'attuale fisionomia si può ricondurla all'organaro Francesco Nasoni di Varese-Giubiano, grazie al cartellino incollato sul fondo della segreta del somiere. Sulla base sia alle caratteristiche costruttive dell'apparato, sia all'epoca di attività dell'organaro, è possibile datare l'intervento, in linea di massima, agli anni attorno al 1920 cica.

Tuttavia, come già accennato, è presente abbondante materiale di diverso tipo ed epoca, in gran parte più antico, così pure il somiere maggiore sembra essere senza dubbio ottocentesco, pertanto il Nasoni ha effettuato una parziale ricostruzione di uno strumento precedente.

Grazie all'esame delle segnature graffite sulle canne, si possono identificare canne ottocentesche appartenenti alle botteghe Biroldi-Bernasconi (dalle inconfondibili segnature a lettere di tipo transalpino) e canne di altra scuola, sempre varesina, segnate a numeri. Le canne della facciata hanno caratteristiche pure ottocentesche e sono di due tipi, entrambe segnate a numeri; la maggior parte di esse, in stagno, possono essere attribuite all'organaro Francesco Carnisi di Luino, operante tra il 1835 e il 1860.

La sezione acuta del Flauto 4' ha invece caratteristiche settecentesche.

Accanto a queste canne, ci sono quelle più recenti, riferibili all'intervento Nasoni, alcune di buona fattura, realizzate in stagno "tigrato", altre più scadenti in zinco, che compongono i registri violeggianti, altre ancora in legno, che vanno a completare la tessitura bassa del Flauto 4'.

 

Lo strumento, benchè sia funzionante e fruibile in tutte le sue parti, ha necessità di un intervento di pulizia, riordino ed accordatura generale.