L'organo dei fratelli Pietro e Lorenzo Bernasconi è stato voluto nel 1874 dall'intraprendente parroco don Giovanni Gatti, il quale resse la parrocchia mombellese dal 1866 al 1886, brillante figura di sacerdote nonché studioso di scienze, segnalato anche dal Regio Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti. In precedenza, la chiesa di Mombello fu sempre sprovvista di organo.

 

L'organo era collocato in un vano di muratura, presso la cappella della Madonna del Rosario, dove oggi c'è l'impianto di riscaldamento e un tempo serviva da granaio. Il suo prospetto di facciata era costituito solo dalla parte centrale che oggi possiamo vedere nell'attuale cassa tripartita. I lavori di falegnameria, cornice della cassa e balconata, erano stati realizzati dal falegname Giacomo Turruani di Cittiglio.

 

In archivio si conserva la nota manoscritta del parroco Gatti in seguito alla posa dell'organo: "Nel 1874 in Agosto fu posto in opera ed ultimato l'organo. Quanto ho dovuto fare e sopportare per questo ornamento tanto necessario nella casa di Dio! Mombello sarà sempre Mombello, cioè chiaccherone ed incontentabile! Costò l'organo sei mila franchi; fu fabbricato dai fratelli Bernasconi Pietro e Lorenzo di Varese, fabbricatori famosi che hanno opere in tutta Europa ed anche a Quito in America. La cantoria fu eseguita dal bravo falegname Turruani Giacomo di Cittiglio, e costò tra assi e giornate d'opera lire mille italiane. Il luogo ove fu posto l'organo serviva prima di granaio alla chiesa, e fu innalzato ed adattato dal bravo muratore di Mombello Besozzi Giacomo detto Badè. L'opera muratoria costò più di quattrocento franchi.

In fede sacerdote Gio. Gatti di Peveranza, presso Gallarate, parroco di Mombello".

 

Nel 1913, in occasione dei lavori di allungamento della navata della chiesa, si era pensato anche di sistemare l'organo nella collocazione attuale, sopra l'ingresso principale. I lavori di messa in opera erano stati affidati all'organaro Francesco Nasoni, il quale ampliò la cassa dell'organo da una a tre campate, modificando anche la struttura interna e allargando la cantoria. Le pompe di caricamento manuale dei mantici recano ancora i cartellini del Nasoni.

 

Nel 1972 lo strumento subisce dei sommari lavori di "restauro" che, come spesso succede in quel periodo, vanno ad intaccare parzialmente la fonica originale: vengono resi inattivi il registro ad ancia del Fagotto di Concerto 4' bassi (detto anche Clarone) e le file più acute del Ripieno; viene eliminato il Decimino 1' bassi sostituito da un registro denominato "Voce Flebile bassa" (costituito da canne in zinco di scadente fattura) e i Timpani al pedale ridotti a Bassi d'armonia. Tuttavia, rispetto a molti altri organi che hanno subito devastazioni più o meno gravi, al nostro di Mombello è stato lasciato in loco tutto il materiale fonico originale, a parte il Decimino (Flagioletto) bassi.

Allo strumento viene applicato anche l'elettroventilatore. 

 

Negli anni '80 del secolo scorso è stato tutelato dalla Commissione per la tutela degli Organi Artistici presso la Soprintendenza di Milano. Così nel 1994, don Remo Ciapparella, parroco di Mombello dal 1991 al 2007, giudicate le condizioni di degrado dello strumento, si attiva per il suo totale recupero filologico. I preventivi sono stati affidati a tre ditte organarie operanti sul territorio: "Mascioni" di Azzio, "Gianfranco Torri" di Cesano Boscone e "Dell'Orto e Lanzini" di Dormelletto. Viene prescelta quest'ultima e nell'aprile 1996 iniziano i lavori di restauro dello strumento.

 

L'organo, riconsegnato nel luglio 1997, viene solennemente inaugurato la sera del 27 settembre dello stesso anno, con un concerto del M° Enrico Viccardi, presenti le autorità. Da quel momento il nostro organo, oltre ad accompagnare tutte le celebrazioni, è regolarmente valorizzato attraverso concerti.