Il primo organo ad essere posato nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo di Laveno, detta comunemente "Chiesa Vecchia", fu un antico strumento proveniente dalla chiesa di S. Michele alla Chiusa di Milano. Grazie all'interessamento del parroco di Laveno, don Saverio Monteggia, e la collaborazione del fratello don Stefano, rettore di S. Michele alla Chiusa, la chiesa lavenese beneficiò dell'organo e di uno stendardo processionale dal momento in cui la parrocchia milanese doveva essere soppressa per via delle disposizioni della Riforma attuata da Giuseppe II, passando poi sotto la basilica di S. Lorenzo alle Colonne. L'organo fu trasportato a Laveno tra il 1787 e il 1790 e collocato in cantoria sopra l'ingresso principale, come risulta dal disegno di una pianta della chiesa realizzata dal capomastro Giovan Battista Perdomo nel 1790. Questo strumento, del quale non possediamo alcuna descrizione, doveva essere di modeste dimensioni poiché definito in un documento "picciol'organo", e costruito attorno al 1720 circa.

 

Divenuto inservibile il vecchio organo, ecco che in data 17 aprile 1824 si perfeziona la richiesta per un nuovo strumento: "[...] La Fabbriceria della Chiesa Parrocchiale di Laveno è venuta nel divisamento di far l'acquisto di un nuovo organo migliore dell'attuale (che è logoro per la sua vetustà) proporzionato all'ampiezza della chiesa e a quest'intento si è procurata dal conosciuto Fabbricatore d'Organi Sig. Eugenio Biroldi di Varese una perizia che fa ammontare l'occorente spesa alla somma complessiva di austriache lire 2.700.= [...]" . La richiesta viene accolta dalla Fabbriceria in data 5 giugno 1824. Da quel momento l'organaro comincia il suo lavoro.

 

Eugenio Biroldi consegna l'organo nel 1825: la data è incisa dallo stesso sul retro del frontalino della tastiera. L'archivio parrocchiale è tuttavia privo del Progetto e dell'Atto di Collaudo, documenti importanti che solitamente accompagnano la costruzione di un organo. Da essi, per esempio, si sarebbe potuto riscontrare se il Biroldi avesse impiegato nel nuovo strumento materiale del vecchio organo, cosa all'epoca molto comune; la presenza di un considerevole nucleo di canne "Serassi" di epoca settecentesca, sembra avvalorare questa ipotesi. Se così fosse, il vecchio organo milanese può essere stato oggetto di un intervento dei celebri organari bergamaschi.

 

L'organo Biroldi è posto, come il precedente, in cantoria sopra l'ingresso. Nel 1832, in seguito all'allargamento della chiesa mediante la realizzazione della navata laterale, i mantici vengono sistemati nello stanzino ricavato nel sottotetto, ottenendo così maggior spazio in balconata. L'intervento è realizzato dal nipote ed erede di Eugenio: Luigi Maroni Biroldi.

 

Nel 1874 i fratelli Pietro e Lorenzo Bernasconi di Varese, impegnati nella costruzione dell'organo di Mombello, vengono chiamati anche a Laveno per restaurare lo strumento: il loro intervento più incisivo consiste nel rinnovare totalmente la manticeria. Ancora oggi sul mantice principale è posto il cartellino (purtroppo molto deteriorato ma tutto sommato leggibile) dei fratelli Bernasconi.

 

Nel 1899 e nel 1901 sono compiuti alcuni interventi da parte del "Sig. Bernasconi": nello specifico si tratta di Luigi Bernasconi, figlio di Pietro, al quale si deve l'attuale pedaliera a tasti lunghi e paralleli, in sostituzione di quella originale a leggio. Nel 1909 è documentato un modesto intervento di accordatura effettuato da tal Giovanni Gilardini per lire 25.

 

Al 1938 risale il secondo restauro dello strumento, questa volta ad opera di Vincenzo Mascioni di Cuvio. Nell'occasione viene posato l'elettroventilatore (ancora oggi perfettamente funzionante). Si manda così in "pensione" definitavamente l'alzamantici. Così annota il parroco don Roberto Alliata nel Chronicon: "25 Dicembre 1938 - La festa del S. Natale è stata resa più solenne dalla voce dell'organo ringiovanito dalla Ditta Mascioni di Cuvio. Dal Bollettino Parrocchiale il Rev. Parroco aveva espresso il desiderio che il vecchio organo venisse convenientemente riparato perché potesse più deguatamente condecorare le funzioni religiose; e nel suo zelo non esitava a stendere la mano per amor di Dio... L'invito non cadde nel vuoto: due coniugi, che vollero conservare l'anonimo, offrirono lire mille a questo scopo. E il lavoro fu compiuto: le più necessarie riparazioni furono fatte e il mantice fu munito di un piccolo motore elettrico che lo fa funzionare."

 

Tra gli anni '50 e '60 del Novecento, l'organo subisce interventi poco professionali, purtroppo molto frequenti in tale periodo, ai danni della fonica: vengono infatti eliminati tutti i registri ad ancia (Trombe, Fagotto, Corno Inglese, Violoncello e Tromboni) e al loro posto inseriti dei registri violeggianti di scadente fattura; le file più acute del ripieno (Trigesime); spostato l'Ottavino bassi al posto della sezione soprana del Flauto 4' e rimpiazzato da una Duodecima. Le canne (tube) dei Tromboni e le prime 12 del Fagotto sono state tuttavia conservate, sebbene non in sede, quindi reimpiegate nell'ultimo restauro.

 

L'11 marzo 1981, come annota il prevosto Mons. Giordano Ronchi nel Chronicon, l'organo è stato posto sotto il controllo della Commissione per la tutela degli Organi Artistici presso la Soprintendenza, facilitando in questo modo le pratiche per il suo recupero filologico. Ciò avviene a partire dal febbraio 1985 quando l'organo è sottoposto al restauro da parte della ditta "Mascioni" di Azzio. Ricondotto all'antico splendore, anche attraverso la ricostruzione dei registri mancanti. Il 24 maggio 1986 la Prof. Giuseppina Perotti esegue il concerto di inaugurazione dell'ottimo restauro.

 

Il restauro Mascioni ha permesso di recuperare in toto uno dei più prestigiosi organi storici della Provincia di Varese, vanto del patrimonio organario locale considerato il capolavoro dell'organaro Eugenio Biroldi.

 

L'organo di Laveno, oltre ad accompagnare da sempre tutte le funzioni religiose, è valorizzato attraverso concerti, organizzati dalla Provincia, dalla Parrocchia e da varie associazioni, in particolare si segnala la sua presenza per ben tre anni consecutivi (1999, 2000 e 2001) nel calendario del prestigioso "Festival Internazionale di Stresa e del Lago Maggiore" (attualmente "Stresa Festival").  

 

 

Bibliografia e fonti

BIBLIOGRAFIA:

- M. Manzin, M. Isabella: "La parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo di Laveno: due secoli di storia religiosa e musicale" - Studio Grafico P. Mariano, Varese, 1986

- M. Manzin: "La tradizione organaria nel territorio varesino" - Nicolini Editore, Gavirate, 1987

- M. Manzin: "La tradizione organaria varesina nel contesto lombardo" - Marcocattaneo Editore, Germignaga, 2005

- G. Bellorini: "Laveno Mombello e le sue "musiche" - Laveno M., 1993

 

FONTI ARCHIVISTICHE e DOCUMENTI:

- Archivio Parrocchiale di Laveno

- Archivio di Stato di Milano